21/05/2013

Milano, 20 mag 2013 – Per il Gran Premio di Monaco sono state scelte, come per i due anni precedenti, le due mescole più morbide del range Pirelli F1: il P Zero Yellow soft ed il P Zero Red supersoft.
Monaco è il circuito più lento e tortuoso in calendario, dove è difficile sorpassare: questo rende fondamentale un rapido warm-up ed elevati livelli di grip meccanico. Inoltre, l’usura e il degrado sono molto bassi: il che dovrebbe portare ad un massimo di due soste per vettura.
A differenza degli altri Gran premi, le prove libere si svolgeranno il giovedì piuttosto che il venerdì. Ciò ha delle ricadute sull’ evoluzione della pista, poichè in alcuni punti il circuito resta aperto al traffico cittadino durante il weekend di gara.
In passato la gara si è corsa qualche volta con la pioggia, il che significa che il Cinturato Verde intermedio e il Cinturato Blue full wet potrebbero entrare in gioco.
In questo inizio di stagione 2013 non è ancora mai scesa in pista la safety car. Monaco, con i suoi stretti confini e le ridotte vie di fuga, è insieme a Singapore, Corea e Canada, tra i circuiti dove è più alta la probabilità di safety car, circa l’80%. Ciò ha, ovviamente, una notevole conseguenza sulle strategie di gara.
I primi 10 piloti che tagliarono il traguardo lo scorso anno adottarono una strategia ad un solo pit stop, fermandosi in media al 30°giro. Tutti, tranne due, iniziarono la gara con gomme supersoft, per poi passare alle morbide.
Il Gran premio di Monte Carlo ha un numero record di ‘minimi’ – oltre ad essere la pista più lenta dell’anno, presenta anche la superficie meno abrasiva di tutta la stagione.
Ulteriori dettagli sul circuito di Monaco e sull’impegno che richiede agli pneumatici, così come informazioni su “Come Pirelli sceglie le mescole Gran premio per Gran premio”, sono disponibili in un video in animazione 3D con protagonista Mario Isola, Racing Manager Pirelli. Il video è copyright free e può essere scaricato dal sito: www.pirelli.com/f1pressarea
Note tecniche sugli pneumatici
Monaco è un circuito particolarmente esigente in frenata. Questo trasmette calore agli pneumatici e aggiunge stress alla struttura della gomma. Per esempio, nell’ingresso alla Sainte Devote, le vetture diminuiscono la velocità di 160 km in soli 100 metri. Le gomme sono sottoposte a sollecitazioni importanti anche nella zona delle piscine, dove finiscono sui cordoli a più di 200 km l’ora e sperimentano una forza laterale di 3,65g.
I piloti sterzano più di 130 volte in un solo giro, cambiando marcia in media ogni 50 metri. Azioni che hanno un grande impatto sugli pneumatici.
Il tornante del Loews è la curva più lenta di tutta la stagione e si percorre a soli 47 km orari. E a causa della bassa velocità non c’è carico aerodinamico, tanto che il bloccaggio dello sterzo indica che tutto il lavoro è sull’anteriore destra nel cambio di direzione.